Papa in Canada: alcune reazioni

Carissimi, ho seguito Papa Francesco nel suo farsi vicino ai popoli indigeni del Canada per chiedere perdono, sentire le loro sofferenze, accogliere i loro abbracci, baciare le loro mani. E, in tal modo, riconoscerli davanti a tutto il mondo nei loro valori umani e nella loro cultura. In una cartolina avevo scritto: «Mi sono risentito missionario in alcuni luoghi di foresta, savana, deserto. Ho rivisto le danze, risentito i suoni dei tam-tam, ascoltato i canti, gli strilli gioiosi delle donne, accolto gli abbracci… Risento le parole: “Tu sei venuto e rimasto con noi. Qui nessun amministratore è arrivato, nessun medico è venuto”…».

Ecco alcuni commenti ricevuti:

«Questa cartolina è veramente bella. Grazie padre Silvano di questa sua riflessione riportando vari passaggi del Papa, che così facilita anche quanti come me non hanno potuto ascoltarli direttamente. Apprezzo tanto l’umiltà di Papa Francesco, che chiede perdono per le atrocità commesse dai cattolici. Immagino che il cammino della riconciliazione debba procedere con tanto rispetto e lentezza, perché le ferite umane sono state tanto, tanto profonde. Certamente desidero anch’io accompagnare con la mia preghiera la sofferenza del Papa». 

«Caro Silvano, temi delicatissimi, scottanti. Non hai scritto  che le scuole residenziali non le ha inventate la chiesa cattolica, ma erano una legge coloniale dello stato inglese  (stesso sistema in Australia), lo stato si serviva (obbligava la Chiesa) delle Chiese per gestirle, i pochi finanziamenti venivano dallo Stato, per cui la vita “dura” (freddo, scarse medicine, scarso cibo, ..) non era una scelta dei religiosi, gli abusi  erano peccati e violenze di singole persone (ecclesiastici) non della istituzione Chiesa, si parla di Chiesa cattolica, ma non era solo la Chiesa cattolica, le altre Chiese, anglicana, battista… Chiedono scusa? Fanno gesti concreti di riparazione?

Grazie, per le tue cartoline, per la tua fedeltà alla missione, che ci aiuta a coltivare la nostra.

Ringraziando tutti, colgo l’occasione per invitarvi a esprimere il vostro sentire mssionario. Continuiamo a pregare per Papa Francesco.

 

 

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