La guerra e i bombardamenti

L’attività del seminario proseguì tra le ristrettezze imposte per il tempo di guerra iniziata 1º settembre 1939. Ma il 7 aprile del ’44, Venerdì Santo, Treviso, nodo ferroviario importante sulla linea Italia-Germania e nel cui “Palazzo della Borsa” si era allora insediato il comando tedesco, fu bombardata dagli alleati provocando grossi danni e un migliaio di morti. Il palazzo di Piazza Rinaldi allora non fu toccato, ma si decise di sfollare. Il parroco di San Michele di Piave, don Luigi Malvestio, offri un rustico in cui si poté completare l’anno scolastico. Il posto era pericoloso per il passaggio di molti tedeschi in ritirata; prima dell’apertura del nuovo anno scolastico si accettò il soccorso di mons. Tognana che a S. Cristina, un paese a una decina di Km. a ovest della città, mise a disposizione del seminario buona parte della sua casa-canonica. Il bombardamento del 7 marzo ’45 colpì anche il palazzo del seminario, ma già dal 25 aprile vi si poté mettere mano per renderlo nuovamente agibile. Da allora e per tutti gli anni 50 ospitò ogni anno un centinaio di alunni che vi facevano le medie.

Scrive padre Pietro Bonaldo: «Ben ottanta Apostolini erano in casa quella mattina (il giorno del bombardamento) e fu un vero miracolo se, in mezzo a tanta distruzione, non ci fu tra noi nessuna vittima. Gli Apostolini tornarono in famiglia interrompendo gli studi e privi di assistenza. Mons. Antonio Mantiero offri ai più grandi la possibilità di frequentare i corsi nel Seminario Vescovile, sfollato a Vedelago e per i minori la Provvidenza preparò una casa colonica a San Michele di Piave, dove fummo accolti con grande simpatia da don Luigi Malvestio, che, assieme agli ottimi parrocchiani, fu generoso dl assistenza materiale e morale. Ma neppure lì la guerra ci lasciò tranquilli.

Finalmente il Signore ci fece incontrare mons. Lorenzo Tognana a Santa Cristina. Quel santo Sacerdote ci offrì la sua casa, riservando per sé lo spazio strettamente necessario.

Ai primi di novembre arrivammo alla spicciolata. Molte famiglie del luogo si erano offerte spontaneamente a trasportare le nostre masserizie coi carri, arrischiando incontri poco graditi e mitragliamenti, mentre don Luigi Spolaore sudava assieme a noi per avviare gli orari di Seminario, in modo che la comunità potesse partecipare in pieno alla vita religiosa della parrocchia. Intanto la guerra si avvicinava a Treviso.

La sera del 13 marzo 1945, alle ore 20,15 Treviso fu nuovamente bombardata, mentre noi atterriti assistevamo alla tremenda distruzione dal campanile di S. Cristina. Anche il nostro Seminario fu duramente colpito e padre Santinon, padre Frare e Giuseppe Bonolo, si salvarono fuggendo. Da Santa Cristina partirono subito carri e volontari, che ci aiutarono con slancio a salvare il salvabile…

Finita la guerra, cominciammo a sistemare il fabbricato fino a renderlo ancora abitabile».