Il cardinal Tettamanzi come Papa Giovanni

È bello accostare a Papa Giovanni l’emerito arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi. È ricordare quanto erano immagini vicine tra loro e di Gesù di Nazareth, come lo definì il card Scola: «Testimone fedele di Gesù». È ricordare quanto ci hanno toccato in alcuni momenti della nostra esistenza. È renderli ancora vivi, l’uno accanto all’altro.

La giornalista Annamaria Braccini ci dice su Avvenire : «È stato facile voler bene a Tettamanzi». Ecco alcune testimonianze nel suo articolo: «Per me, era una persona buona sostanzialmente e semplicemente, dice Paolo, impiegato di mezza età. E’ un poco come Papa Giovanni XXIII. Penso sempre a quella frase : “Quando tornerete a casa, fate una carezza ai vostri bambini”. “Mi pare che sia giusto definirlo Il cardinale delle mani. Quando veniva nelle nostre parrocchie, si fermava a stringere la mano a tutti. Mi ha stretto la mano e mi ha rivolto qualche parole al termine della Messa».

Nel suo lungo telegramma, Papa Francesco lo ha chiamato «amato e amabile».

In una bella lettera alle famiglie nella prova, dal titolo Eppure tu vedi l’affanno e il dolore, il cardinale Tettamanzi terminava con la preghiera: «Quante famiglie, Signore, vivono ogni giornata fin dall’inizio, come una lotta e un affanno… Eppure tu, Signore, non hai chiuso gli occhi, … non sei assente, Signore. Manda il tuo Spirito Consolatore …. perché nessuno si senta abbandonato o dimenticato».

Il Signore non chiude mai gli occhi, non è assente. Ci ha mandato Papa Giovanni, ci ha mandato il cardinale Tettamanzi. Sentiamoli ancora vivi, vicini.