Non eroi cristiani

Giorni fa, il vescovo di Orano, Jean Paul Vesco, ha scritto che si sente toccato profondamente nella preparazione della beatificazione dei 19 religiosi e religiose uccisi in Algeria e desidera che tutto si svolga nel segno dell’umiltà. Non si tratta di celebrare degli eroi. I religiosi non si ritenevano cristiani eroi.  Jean Paul Vesco era in noviziato in Francia quando fu ucciso il vescovo Pier Claverie, domenicano come lui, e si rese disponibile  a partire. La stampa in questi giorni è impaziente di conoscere la data, il luogo e la possibile venuta del Papa Francesco in Algeria. Mons. Jean Paul spera che la beatificazione sia ad Orano, in Algeria, dove i religiosi sono stati uccisi durante la guerra civile che ha fatto 200 mila morti.

Che cosa sono 19 cristiani tra 200 mila algerini e 100 imam assassinati? Sì, si viva il momento in umiltà e che sia segno di speranza. La celebrazione sia un segno di prossimità fra comunità cristiane e musulmane secondo i legami di amicizia e solidarietà vissuti tra monaci e algerini durante la guerra civile.

Non ci fu “odio della fede”, ma si volle abbattere un simbolo come lo fu ultimamente in Francia per padre Hamel. Stessa cosa per i monaci di Tibherine e i religiosi. Quello che avvenne in Algeria continua oggi in varie parti del mondo. La beatificazione avviene in piena attualità e si svolgerà all’interno di un incontro interreligioso.