Un incontro sereno e graduale. È ciò che desidera il cardinal Jean Louis Tauran dopo quattro giorni vissuti in Pakistan per ottenere la liberazione di Asia Bibi, la cristiana condannata a morte per bestemmia. Affrettare le cose sarebbe contro producente. Si rischia di mettere in pericolo la vita dei familiari della cristiana. Il cardinale ha incontrato il presidente Ali Zardari e il ministro incaricato delle minoranze religiose. Il caso continuerà ad essere esaminato secondo una procedura giudiziaria normale. La “grazia” presidenziale urterebbe gran parte della popolazione, non ancora preparata ad accettare e a convivere con altre “minoranze”.
Mi trovo pienamente d’accordo sia sulla pressione internazionale in favore di Asia Bibi e spero continui, e sono d’accordo col cardinale. Ottenere il rispetto dei diritti umani, e la reciprocità rispettosa dei comportamenti e delle relazioni, non può essere solo frutto di decisioni autoritarie ma di una coscienza matura di tutte le componenti sociali.
La popolazione di un Paese non può superare le barriere tradizionali vissute per secoli, e la convivenza non è solo “lasciar vivere”, ma sentirsi parte di uno stesso organismo, di una stessa famiglia. È necessaria una più profonda conoscenza reciproca e una complementarietà di vita. Si tratta di far crescere una nuova coscienza, una nuova religiosità. Questo da tutte le parti, sia maggioritarie e sia minoritarie.
Quando vivremo veramente il più profondo delle nostre tradizioni?
«Non fare a nessuno ciò che non piace a te». Ebraismo, Talmud, Shabbat 31. Tobit 4:15.
«Nessuno di voi è un credente fin quando non fa al fratello quanto desidera per se». Islam, IV Hadith o fan-Nawawi 13
«Questa è la sintesi di tutti i doveri: non fare agli altri quanto fa male a te». Induismo, Mahabharata 5: 1517
«Non far male agli altri con quanto fa male a te». Buddhismo, Udana-Varga 5.18
«C’è un’idea che dobbiamo mettere in pratica tutta la vita? Eccola: fa agli altri ciò che vuoi gli altri facciano a te». Tradizione confuciana, Analects 15:23
«Non creare inimicizia con nessuno perché Dio è presente in tutti». Tradizione sikh, Guru Granth Sahib 1299; Guru Arjan Devij 259
«Fra gli esseri umani è buono colui che non fa agli altri ciò che non è buono per se stesso». Tradizione zoroastriana, Dadistan-i-dinik 94:5
«Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore dovremmo guardare agli altri come guardiamo a noi stessi, evitare di procurare agli altri qualsiasi sofferenza che troviamo insopportabile per noi stessi». Gianismo, Lord Mahavira, 24 th Tirthankara
«Fa agli altri ciò che vuoi gli altri facciano a te». Cristianesimo, Vangelo di Mt. 7,12
da La rosa dei venti
Carissimo padre Silvano..
non mi ero accorta che aveva copiato la regola aurea presente in tutte le tradizioni,
naturalmente può riprendere tutto ciò che riterrà edificante per i suoi lettori
di quanto pubblico sul blog ^_^
La comunione fraterna è fatta anche di questo reciproco “prendere a prestito” piccole (grandi) cose
soprattutto perchè nulla è mio: io accolgo e ospito, nel cuore e poi nel blog
quindi non sono io che presto nè posso rivendicare alcun “diritto d’autore”.
Semmai, se ci sono cose buone e vere che pubblico, allora l’autore sarà stato lo Spirito Santo 🙂
“Ogni verità, da chiunque sia detta, viene dallo Spirito Santo”
(S. Tommaso d’Aquino)
Sa, vorrei pubblicare presto scritti dai documenti del Magistero sul modo di intendere il dialogo interreligioso
per rispondere alle preoccupazioni di sincretismo, irenismo, qualunquismo che
ho letto in questo periodo su alcuni blog ufficiali cattolici.
Hanno criticato il prossimo incontro che si farà ad Assisi
proprio per questa ragione.. Riconosco che questi rischi ci sono sempre:
anche di tutto ciò e bene parlare in modo construttivo nella chiesa.
Un fraterno, caloroso abbraccio
nella Pace di Gesù..
chiara ^_^