Mons. Mistrorigo all’ inaugurazione del nuovo seminario di Preganziol

Ecco il discorso che il vescovo di Treviso, mons. Antonio Mistrorigo, pronunciò inaugurando il nuovo seminario del Pime alla periferia della città, il 29 giugno 1967. È un testo che ci pare altamente significativo per avviare una più stretta collaborazione fra diocesi e istituti missionari, al di là del caso particolare rappresentato dalla diocesi di Treviso e dal Pime.

Unione fra diocesi ed istituti

È una giornata indimenticabile, questa: per i bravi missionari del Pime che vedono coronati di successo tanti loro sforzi e speranze, e per la diocesi, che partecipa a questo avvenimento dell’inaugurazione d’un nuovo seminario missionario come ad una cosa sua. È con questo spirito che noi oggi siamo qui presenti, per sentire con i missionari i grandi problemi della Chiesa, per realizzare con loro un migliore lavoro nella Chiesa ed al servizio dell’umanità.  Noi tutti lo sappiamo: i missionari da soli non bastano più e le diocesi da sole non possono dare un impulso sufficiente all’evangelizzazione del mondo non cristiano. Bisogna quindi mettere assieme le forze, sentirci uniti senza alcuna distinzione e lavorare uniti per l’unico scopo, che è di portare Cristo a tutte le genti e di fondare la Chiesa presso tutti i popoli. Convinti di questa necessità d’unione fra diocesi ed istituti, abbiamo voluto dare l’esempio nella nostra diocesi di Treviso.

Il seminario missionario che oggi inauguriamo, noi lo consideriamo come nostro, pur nel rispetto dell’autonomia di vita interna di cui esso deve godere. L’esempio più bello di questa nostra unione e collaborazione l’abbiamo dato questa mattina, consegnando il crocifisso a quattro missionari partenti per la lontana terra africana del Camerun: due di essi sono del Pime e due sono nostri sacerdoti diocesani. Sono missionari di due famiglie, ma che sono diventati d’una sola famiglia, perché avviati ad un’unica impresa apostolica, indivisibile, da compiere assieme aiutandosi a vicenda e mettendo ciascuno a servizio dell’altro quanto di meglio ha da offrire. L’unico crocifisso che abbiamo consegnato ai quattro missionari è il segno della loro unione per un unico servizio.