Perché la data della canonizzazione di Charles de Foucauld non è stata annunciata

Contro ogni aspettativa, la data della canonizzazione di Charles de Foucauld e di altri sei beati non è stata annunciata nel corso del Concistoro Ordinario Pubblico di lunedì 3 maggio. Per il postulatore della causa del Francese, interpellato da i.Media, questa non è una vera sorpresa.

Lo scorso 26 aprile papa Francesco aveva annunciato la convocazione di un Concistoro Ordinario Pubblico. I cardinali residenti in Roma sono stati dunque convocati per oggi, lunedì 3 maggio, al fine di approvare sette canonizzazioni – tra cui quelle dei francesi Charles de Foucauld e di César de Bus. Nel corso di questa celebrazione si sarebbe dovuta precisare anche la data della canonizzazione.

E invece non è andata così. Secondo l’uso, papa Francesco ha presieduto la celebrazione dell’ufficio di Terza subito prima del Concistoro. Durante la cerimonia (in latino) egli ha confermato ufficialmente, davanti al cardinale Semeraro (prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi), la canonizzazione dei sette beati, ma non ha indicato date, limitandosi invece a dire che esse sono da determinare. Un’anomalia, in un concistoro di questo tipo.

Questo scenario invece «non è una sorpresa», spiega padre Bernard Ardura, postulatore della causa dell’ex militare francese:

Le canonizzazioni non sono fatte per i santi ma per noi. È un evento di grande portata ecclesiale, ed è per questa ragione che la canonizzazione si fa alla presenza del popolo di Dio. Se non possono esserci fedeli, la cosa perde senso.

In Algeria si comprende la scelta di attendere

«Papa Francesco – prosegue – attende che si diano possibilità concrete» di organizzare bene l’evento:

Di solito il concistoro ha luogo nel mese di giugno per annunciare le canonizzazioni di ottobre. Facendolo adesso, quando tutto è calmo, papa Francesco si lascia la possibilità di indicare una data in un secondo momento. La Sala Stampa comunicherà la data quando sarà il momento.

Mons. John MacWilliam, vescovo di Laghouat, in Algeria, dichiara ad i-Media:

Qui in Algeria ci teniamo a partecipare in pienezza alla cerimonia di canonizzazione, ma attualmente le nostre frontiere restano chiuse, e dunque accogliamo con favore la decisione. (Vincenzo PINTO / AFP)

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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