La lampada della missione

Questa mattina nella parrocchia di San Marco di Yaounde, 25 persone occupano i primi posti a destra in chiesa. È la festa di Maria Immacolata. Dopo il rinnovo dei voti delle Missionarie dell’Immacolata, le 25 persone pronunciano una formula di consacrazione. Per due anni hanno partecipato a un corso di formazione missionaria. Ora prendono la decisione di dedicarsi a una vita missionaria, restando nella loro condizione di vita. Ho chiesto a Suor Rosetta: «Chi sono questi laici?». Mi ha riposto: «Sono persone che partecipano al nostro ideale carismatico, vivono la nostra spiritualità secondo uno stile laicale e condividono momenti specifici della nostra missione».

Seguo con attenzione e commosso e incomincio a sognare. Tra i frutti dei 50 anni di presenza in Camerun delle Missionarie dell’Immacolata, forse questo è tra i più importanti. Il laicato di Yaoundé diventa missionario. È un primo passo. Essi accenderanno anche i loro sacerdoti e le loro parrocchiedello spirito missionario. Forse si realizza una profezia.

Nel 1959, Simon Mpecke diventato Baba Simon, a cinquant’anni chiese al suo vescovo mons. Mongo di poter lasciare la parrocchia di New Bell di Douala per partire missionario tra i Kirdi nel Nord Camerun. È stato il nuovo passo della Chiesa del Camerun a essere missionaria. «Tu domandi sempre di andare nel Nord Camerun – dice finalmente mons. Mongo, vescovo di Douala -. Io non ti permetto di andarci, amico mio. Sono io che t’invio. Se laggiù ti domandano perché tu sei venuto, tu dirai che è mons. Mongo che ti ha inviato, perché io penso che il nostro cristianesimo in Camerun non sarà solido fino a quando non poggerà su due piedi: il Nord e il Sud. Per me è una missione che io comincio».

Dal mio primo arrivo in Camerun nel dicembre 1968, 62 anni fa, oggi ho vissuto un momento straordinario. Vedendo dei laici consacrarsi alla missione, sento che si tratta di una Chiesa e dei suoi laici che vivono con passione missionaria. Le Missionarie dell’Immacolata, al cinquantesimo anno della loro vita in Camerun, hanno acceso anche nei laici la loro lampada.