Il battesimo e il battistero a Yaoundé

In una città come Yaoundé, il battesimo è realtà vivente, continua, socializzante, nelle chiese cattoliche e protestanti. Ogni anno in tutte le parrocchie, centinaia di bambini e adulti di tutte le etnie del Camerun presenti nella capitale diventano cristiani. Assieme alla gioia di constatare la vitalità delle comunità, resta sempre presente l’attenzione sulla preparazione e sulla qualità dei battezzati. Il battesimo unifica anche il Paese, interiormente. È forse il momento più gioioso. Il momento da mantenere vivo in ogni catechesi e lungo tutto il cammino della vita.

Padre Mario Bortoletto, il fidei donum che ci ha lasciato una Catechesi contestualizzata e inculturata  nella cultura Ntumu, parlava spesso del battesimo per segnare il passo verso la vita nuova del cristiano. «Voi siete diventati figli di Dio. Da questo momento Dio vi guarda in modo nuovo. E’ la grande dignità che si deve conservare». È commovente leggere i suoi racconti, a partire da proverbi, che cristianizzano la cultura ntumu.

Ma qui in Camerun, con il battesimo ancora così vivo, che ne è del battistero? Ho voluto accertarmi. Con gioia l’ho visto nella chiesa di Akono, una delle prime chiese del Sud del Camerun. Erano presenti con me anche i seminaristi del nostro seminario filosofico, incantati nell’osservare un monumento che fa rivivere e sentire la vitalità dei primi cristiani battezzati. Ho visto poi il battistero accanto all’altare nella chiesa di Ntem-a-si, parrocchia servita dal Pime e consacrata nel giugno 2019 dall’arcivescovo Jean Mbarga; e quello custodito in un armadio-cofano nella nuova basilica di Mvolié. Niente nella cattedrale e nelle altre chiese visitate. Là dove pensavo di trovarlo, in un angolo vicino all’entrata delle chiese, vedevo scope, secchi e stracci per la pulizia della chiesa. Forse nelle sacristie c’è qualche bella vaschetta o qualcosa di simile…

Ho chiesto ad alcuni cristiani se c’era il battistero nella loro chiesa e non sapevano cosa fosse. Ho chiesto a tanti preti. Alcuni riconoscono un vuotoe cercheranno di interessarsene. Ma è importante avere un bel battistero? La passione di pensare al battistero accanto o dentro la chiesa mi è nata leggendo e ammirando le icone e le chiese prodotte in tutto il mondo dall’artista teologo Marco Rupnik e che consiglierei a tutti di conoscere.

Mentre parlavo del battistero con alcuni preti, ho avuto l’impressione di aver infastidito qualcuno, impegnato in tante cose. Forse metto il dito su qualche debolezza, ma sento la gioia di un missionario saveriano che sta costruendo la sua chiesa:« Grazie, padre Silvano, mi hai dato una bella idea!».