Accogliere Papa Giovanni col cuore nuovo

Turoldo era convinto che Giovanni XXIII continuava a essere vivo più di quanto non si pensava, non solo vivo nella devozione popolare – segno di quanto il popolo ci tenga ai suoi santi… – ma vivo nella cultura e nella storia. E ricordava che il Papa il giorno dell’apertura del Concilio, diceva che quanto stava avvenendo era “appena un’aurora.

Oggi quindi, durante l’attesa della venuta del santo Papa Giovanni a Sotto il Monte, potremmo impegnarci a conoscere meglio la pagina evangelica che ci ha donato con la sua vita e la pagina che ha aperto per un nuovo volto della Chiesa e del mondo intero. Prepararci anche interiormente per cogliere il suo desiderio di vederci veri discepoli di Cristo Gesù.

Ero a Yaoundé, capitale del Camerun, per preparare con un gruppo di laici la venuta di Papa Giovanni Paolo II. Fuori del nostro locale, un ammalato di mente ci disturbava col suo vociare. Mi sedetti accanto a lui e gli dissi: «Tu sai che sta arrivando a Yaoundé un grande personaggio. Tu cosa pensi? Come dobbiamo accoglierlo?»  L’ammalato si calma, si fa serio e poi dice, solenne: «Un tipo così, lo si accoglie con un cuore puro!».

Per prepararci ad accogliere Papa Giovanni ho cercato nel Giornale dell’anima un suo pensiero sul cuore per immaginare come desidera essere accolto e ho trovato: «Gesù mite e umile di cuore, fa che il mio cuore sia d’accordo col tuo». E ancora: «Crea in me un cuore puro e uno spirito saldo. Il cuore è la volontà e lo spirito è l’intelletto. Volontà monda, adunque, occorre, e intelletto rinnovato. Ohimè, quanti attacchi, quante tentazioni assediano la volontà, specialmente dalla parte del sentimento: oggetti, persone, circostan­ze! Il fascino dell’ambiente, talora l’incontro fortuito, la mettono a dura prova. Da sé il cuore non regge. Quando poi si è sciupato, lasciandosi infiacchire dalle superfluità, è necessaria una creazio­ne novella. Rattoppi valgono poco. Presto si torna alla caduta. Il cuore di Paolo, il cuore di Agostino, furono creazione nuova».

E Papa Giovanni che cosa ci dirà e che cosa ci porterà?

Ho trovato in un libro questo grazioso racconto scritto da monsignor Scavizzi: «Nel vaporetto, alcuni veneziani commentano il discorso che il patriarca Roncalli, appena arrivato, aveva pronunciato il giorno del suo arrivo: “Non ha detto cose grosse e difficili, a ha parlato col cuore. Ma il più bello è stato quando ci ha detto che, non potendo darci ricchezze materiali, ci dava la sua unica ricchezza, il cuore, l’amore di padre, senza limitazioni”».

Papa Giovanni ci porterà il suo cuore!

 

 

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