Mercanti di schiavi. Tratta e sfruttamento nel XXI secolo

È il titolo del libro della San Paolo Edizioni della giornalista del Pime, Anna Pozzi, sulla tratta moderna degli schiavi. Leggiamo dalla presentazione: «La tratta di esseri umani è la peggiore schiavitù del XXI secolo e riguarda il mondo intero. In Italia i nuovi schiavi sono le ragazze costrette a prostituirsi in strada o nei centri massaggi, gli uomini obbligati a lavorare nei campi sino a 14 ore per pochi spiccioli, i bambini forzati a mendicare o le madri che cercano di mantenere i figli lasciati a casa accettando lavori in condizioni servili. Allargando un poco lo sguardo, i nuovi schiavi sono i bambini venduti dai terroristi in Medio Oriente; uomini e minori costretti a lavorare in condizioni subumane nelle miniere dell’America Latina o i bambini-soldato dell’Africa. E sono moltissimi altri, sino a raggiungere le nuove frontiere dello sfruttamento, che vanno dalle gravidanze surrogate alle spose-bambine. I nuovi schiavi hanno in comune le situazioni di estrema vulnerabilità da cui provengono: guerre, povertà, diseguaglianze, corruzione, violenze e persecuzioni. Ma anche l’incapacità – o la non volontà – dei governi locali e delle istituzioni internazionali di affrontare il fenomeno. Non si tratta infatti solo di perseguire i criminali, ma anche di agire sulle cause che obbligano milioni di persone a lasciare le loro case, spingendole spesso nelle reti dei trafficanti; e sulla domanda, soprattutto di lavoro servile o di sesso a pagamento, in continua crescita nei Paesi più sviluppati. Un reportage che racconta tutte le verità sulla tratta di esseri umani e le nuove schiavitù del XXI secolo».

Di questo traffico, finalizzato in particolare allo sfruttamento sessuale delle donne, parlava già il libro Schiave. Trafficate, vendute, prostituite, usate (San Paolo, Cinisello Balsamo 2010, pp. 292, euro 18) scritto sempre da Anna Pozzi con suor Eugenia Bonetti presidente dell’organizzazione “Slaves no More” e per molti anni responsabile dell’ufficio “Tratta donne e minori” dell’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi).

Papa Francesco, come gesto di misericordia, aveva visitato a sorpresa, lo scorso agosto, un gruppo di donne vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale accolte dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e ha chiesto perdono: «Io vi chiedo perdono per tutti quegli uomini che vi hanno fatto soffrire. Chiedo perdono per tutti quei cattolici e credenti che vi hanno sfruttato, abusato e violentato.Vivete con speranza e gioia il futuro che vi attende».