Preghiamo per i rapiti in Camerun

Uno dei due religiosi, don Gianpaolo Marta, è in Camerun da più di sei anni, mentre don Allegri era tornato a settembre, ma «era già stato lì per 10 anni – ricorda una suora della Divina Volontà di Bassano del Grappa, che da anni opera a stretto contatto con i sacerdoti della diocesi di Vicenza impegnati nel Nord del Paese -; conosceva bene l’ambiente».
Per vari motivi mi sento tanto legato a loro, da quando col vicario generale di Treviso mi recai a Vicenza, presso il vescovo, mons Onisto, nel 1975, a chiedere sacerdoti per le missioni del Camerun.
Con don Antonio ho vissuto una lunga e profonda amicizia in Camerun, in Italia e qui dall’Algeria. Quando gli chiesero la disponibilità a ritornare in Camerun, mi scrisse: «Grazie sempre delle tue “meditazioni”… anche perché sono spesso imbevute di spirito foucauldiano. Dal 14 al 19 novembre noi qui (a Rimini) faremo l’Assemblea nazionale delle fraternità sacerdotali Jesus Caritas, sarebbe bello che mi scrivessi due righe dall’Algeria per noi che simpatizziamo per Fr. Charles e per tutti quelli che come te imparano “necessariamente” a vivere il suo stile… Ma comprendiamo appunto anche noi sempre di più che la Nuova evangelizzazione passerà con l’intuizione di Fr. Charles: l’icona di Nazareth e quella della Visitazione dovrebbero essere la nuova immagine di Chiesa… Noi ci crediamo, ma è ancora difficile proporla nelle nostre “pastorali” così strutturate e ingabbiate negli strumenti umani. Aspetti un fidei donum? Chissà… Se il Signore chiama… Ciao!». Gli avevo risposto: «Coraggio, parti!».